Masks
24.10.2026 – 14.11.2026
Una mostra di Private Marc Rider

Galleria 29 | Via Pietralba 29, Laives
Una mostra di Private Marc Rider
A cura di Nicolò Faccenda
La mostra indaga un particolare risvolto della rivoluzione digitale e il modo in cui sta trasformando la nostra vita: come ci percepiamo e come percepiamo il mondo, come costruiamo la nostra identità e quanto spazio ci rimane per agire socialmente e politicamente.
La cattura e la mercificazione dei nostri dati, la previsione e l’orientamento dei nostri comportamenti a fini economici o di controllo politico-disciplinare riguardano ormai in modo diretto la nostra quotidianità digitale. In questa situazione di “estrazione”, in cui siamo al contempo materia prima e destinatari/e, Private Marc Rider propone dei veri e propri dispositivi di schermatura.
L’esposizione si presenta come strumento di riflessione che, già a partire dall’anonimato dell’artista, invita a rivalutare l’importanza della difesa della privacy individuale. Le opere rendono percepibile, senza rappresentarla in modo diretto, la realtà da cui cercano di proteggerci: una società in cui il controllo è sempre più pervasivo e in cui gli spazi di autonomia di pensiero e di azione si assottigliano.
È possibile immaginare un “santuario dell’invisibilità”, uno spazio in cui sottrarsi a questo sistema? Si tratta di una tregua possibile solo nel contesto dell’arte o di un’ipotesi applicabile anche alla sfera sociale?
Inaugurazione venerdì 23 ottobre, ore 18:30.
L’esposizione rimarrà aperta fino a sabato 14 novembre, dal martedì al sabato dalle ore 16:00 alle 19:00. Il venerdì e il sabato rimarrà aperta anche di mattina dalle ore 10:00 alle 12:00.
Mostra e inaugurazione a ingresso libero.
Per maggiori informazioni sull’accessibilità, visita la pagina dedicata.
L’ARTISTA
Presentandosi sotto pseudonimo – Private Marc Rider –, l’artista rende operativa la posta concettuale della mostra. Espediente della cultura anti-sistemica di matrice hacker e cyber-punk, l’anonimato introduce una riflessione sul tema dell’individualità nell’arte (la “firma” e la “personalità artistica” come prime garanzie di aura, quindi come fondamenti “legali” di unicità e valore economico). Questa sfumatura di critica istituzionale viene riverberata non solo da un gesto di dono e condivisione gratuita di autorialità all’interno della cornice espositiva, ma anche dalla sua presenza assente (anonima) nel momento inaugurale.